The UniPa MedJournal: “Arresto circolatorio vs dissezione aortica” del 29/11/2020

L’edizione del 29 novembre 2020 del “The UniPa MedJournal” di Vivere Medicina vi propone l’articolo “Arresto circolatorio vs dissezione aortica” di Samuele Culotta.
Buona lettura!

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La dissezione dell’arco aortico acuta di tipo A (AAAD) rimane una delle malattie più difficili per i chirurghi cardiotoracici. Nonostante i miglioramenti tecnici, il tasso di mortalità intraoperatoria è ancora molto alto. Nella fase iniziale dell’AAAD, il tasso di mortalità aumenta di circa l’1% l’ora . La chirurgia è il trattamento più efficace in questi casi. Attualmente, i metodi chirurgici più comuni per il trattamento dell’AAAD sono la procedura di Sun e le operazioni ibride .

La procedura di Sun è ampiamente utilizzata per via delle sue tecniche avanzate e dei buoni risultati, necessitando però un arresto circolatorio ipotermico profondo (DHCA). Gli interventi chirurgici ibridi possono evitare il DHCA, ma hanno complicazioni a lungo termine più frequenti.

Uno studio ha incluso 25 pazienti sottoposti a trattamento chirurgico presso il Qilu Hospital of Shandong University tra Gennaio 2017 e Dicembre 2018. Tutti i pazienti sono stati diagnosticati con AAAD mediante angiografia con tomografia computerizzata aortica (CTA) prima dell’operazione. Questo studio aveva lo scopo di ridurre la difficoltà di questa operazione sulla base di un esito chirurgico garantito. Il centro ospedaliero ha provato una varietà di metodi chirurgici per il trattamento dell’AAAD. Alla fine, è stato ideato un nuovo iter, un tipo di intervento chirurgico che si basa sulla procedura di Sun e sull’idea del trattamento ibrido dell’arco aortico. Ila novità sta nel tempo di arresto circolatorio necessario durante questo intervento che è di solo 1 minuto.

I materiali utilizzati sono gli stessi della procedura di Sun ; l’innesto, lungo 150 mm e con diametro compreso tra i 28 e 32 mm, è costituito da uno stent metallico autoespandibile e da un innesto in Dacron, un tessuto ad alta porosità. A ciascuna estremità è presente un bordo di cucitura privo di stent, lungo 10 mm, che potrebbe essere clampato senza influire nelle prestazioni complessive dello stent. In alcune donne è stato invece applicato uno stent particolarmente corto di 120 mm.

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Figura 1 ; stent a proboscide d’elefante , (A) prima e (B) dopo l’ablazione.

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Figura 2 ; innesco vascolare a 4 ramificazioni

La procedura inizia con la sternotomia, dopo che il paziente è stato eparinizzato; successivamente si procede con l’anastomizzazione di un innesto di 8 mm all’arteria succlavia sinistra, mentre l’altra estremità di questo innesto viene tunnellizzata attraverso il secondo spazio intercostale nel mediastino connesso con i tubi arteriosi del bypass cardiopolmonare (CPB). L’arteria anonima, l’arteria carotidea comune sinistra e l’arteria femorale vengono cannulate con cateteri arteriosi che sono stati collegati con i tubi arteriosi della macchina CPB. Dopo l’incannulazione della vena cava superiore ed inferiore si procede al raffreddamento. L’aorta ascendete viene clampata in modo incrociato a 30° C e viene perfusa la soluzione cardioplegica attraverso una cannulazione del seno coronarico per arrestare il cuore. Dopo l’arresto cardiaco, se ritenuto necessario in seguito all’identificazione di una significativa insufficienza della valvola aortica, si prosegue con la riparazione o sostituzione della valvola. L’aorta ascendente viene così sostituita dall’innesto che viene anastomizzato alla giunzione sinotubulare aortica.

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Figura 3 ; la procedura chirurgica; A) la radice aortica è stata riparata dopo che è stata stabilita la CPB. lo stent intraoperatorio è stato inserito nell’aorta distale C) l’anastomosi è stata eseguita tra lo stent e l’innesto prossimale e distale a 4 ramificazioni dopo che l’arco aortico è stato clampato D) le altre arterie sono state anastomizzate al ramo arcuato dell’innesto a 4 bracci.

Dato che il tempo di arresto circolatorio in questa procedura è di circa un minuto, si possono evitare le complicanze da DHCA e si può diminuire il rischio di sanguinamento e di complessità spostando l’anastomosi più prossimalmente. Il risultato di questa operazione è simile e persino migliore a quello dato in seguito alla procedura di Sun. Questa tecnica può essere considerata una versione semplificata della versione di Sun, non richiede particolari abilità avanzate o un eccelente qualità psicologica, e per questo è particolarmente adatta ai neochirurghi.

https://cardiothoracicsurgery.biomedcentral.com/articles/10.1186/s13019-020-01370-1#Sec6

https://www.annalsthoracicsurgery.org/article/S0003-4975(10)01697-8/fulltext

https://onedrive.live.com/edit.aspx?action=editnew&resid=5C1A55D4B9BBC6BC!86775&ithint=file%2cdocx&action=editnew&wdNewAndOpenCt=1606058195896&wdPreviousSession=7861ff6d-a2b4-4365-a69e-45e7542811fb&wdOrigin=OFFICECOM-WEB.START.NEW