MOVEMBER: cambiamo la faccia della salute degli uomini

Il DeVitaMedica di VivereMedicina riprende con il 44esimo appuntamento dedicato a Movember, un evento che si svolge ogni anno nel mese di novembre per sensibilizzare circa la salute psicofisica degli uomini!

Tante sono infatti le patologie ed i disturbi di cui soffrono soprattutto i soggetti di sesso maschile, ed è importante prevenirli, riconoscerli e combatterli con l’aiuto dei professionisti! Movember è infatti una campagna rivolta soprattutto agli uomini stessi, e promuove la consapevolezza riguardo i temi della salute fisica (concentrandosi sulle patologie tumorali dei genitali e non solo) e della salute psichica (elevatissimi sono i numeri degli uomini che soffrono di disturbi psichici!), stimolando tutti gli uomini a sottoporsi a test di screening e visite specialistiche e al cercare le corrette soluzioni tramite l’ascolto e il dialogo.

Con questo articolo dedicato a Movember vogliamo diffondere la consapevolezza delle più comuni patologie a carico dell’apparato genitale maschile, partendo dal famigerato tumore alla prostata.
Quest’ultima è una ghiandola che ha il ruolo di produrre il liquido spermatico, parte fondamentale dello sperma. Stando ai dati più recenti, circa un uomo su 8 nel nostro Paese ha probabilità di ammalarsi di tumore della prostata nel corso della vita. Il tumore alla prostata è infatti una delle neoplasie più frequenti tra gli uomini ed è causata dalla crescita incontrollata delle cellule della ghiandola stessa. Fattori di rischio sono la familiarità, l’etnia, il fumo, l’obesità, ma soprattutto l’età avanzata: proprio per questo motivo agli uomini di più di 50 anni è fortemente consigliata una visita urologica di controllo almeno una volta all’anno ed il dosaggio del PSA, se consigliato dal proprio medico! La prevenzione è la nostra migliore arma!
Il tumore alla prostata, se trascurato, può diffondersi invadendo altre parti distanti del corpo, in particolare, ossa e linfonodi, generando metastasi.
Nella maggior parte dei casi, soprattutto all’inizio il tumore non dà alcun sintomo, ed i primi segni vengono rilevati dal medico durante una visita di controllo, a cui il paziente si sottopone appunto per prevenzione!

Alcuni uomini, comunque, noteranno dei cambiamenti nella funzione sessuale o urinaria, come:

  • il bisogno di urinare di frequente, soprattutto di notte;
  • difficoltà a iniziare o a trattenere l’urinazione;
  • flusso di urina debole o interrotto;
  • dolori o bruciori associati all’urinazione;
  • difficoltà ad avere un’erezione;
  • eiaculazione dolorosa;
  • sangue nelle urine o nello sperma;
  • frequenti dolori o indolenzimenti nella parte inferiore della schiena, al bacino oppure nella parte superiore delle cosce.

Oggi sono disponibili molti tipi di trattamento per il tumore della prostata. Solo un’attenta analisi delle caratteristiche del paziente (età, aspettativa di vita eccetera) e della malattia (basso, intermedio o alto rischio) permetterà allo specialista urologo di consigliare la strategia più adatta e personalizzata e di concordare la terapia anche in base alle preferenze di chi si deve sottoporre alle cure.

Sebbene meno frequente, anche il tumore ai testicoli deve essere conosciuto: sono soprattutto i soggetti giovani, tra i 20 e i 40 anni, ad esserne affetti! Oggi i tumori del testicolo guariscono nel 95 per cento dei casi, se presi in tempo; soggetti a rischio sono gli uomini con mancata discesa testicolare, casi di tumore testicolare in famiglia, la sindrome di Klinefelter, l’infertilità e il fumo.
Anche in questo caso è di fondamentale importanza la prevenzione, tramite l’autopalpazione dei testicoli: è consigliato controllare forma e dimensioni dei testicoli sin da ragazzi, per notare precocemente eventuali noduli, gonfiori, dolori, ecc. Infatti, pochi sono i sintomi precoci del tumore, e tra questi vi sono appunto delle anomalie strutturali del testicolo!
Qui di seguito è possibile vedere un tutorial della Fondazione Umberto Veronesi su come eseguire l’autopalpazione: clicca QUI.

Anche la brusca comparsa di un dolore acuto al testicolo è tipico di questo tumore, assieme a un rapido aumento del volume che può essere provocato da un’emorragia all’interno del tumore. Anche il rimpicciolimento del testicolo può essere un segnale di esordio della malattia. Infine è importante che i genitori facciano controllare i bambini dal pediatra di fiducia, poiché una correzione dell’eventuale discesa incompleta del testicolo entro il primo anno di vita riduce il rischio di cancro e facilita la diagnosi precoce del tumore.

La diagnosi del tumore viene effettuata tramite un’ecografia dello scroto e il dosaggio di alcuni marcatori, prodotti dalle cellule tumorali o indotte dalla presenza del tumore. Tali marcatori sono l’alfa-fetoproteina (AFP), la beta-HCG e la latticodeidrogenasi (LDH). In caso di sospetta positività, si procede con una biopsia in sala operatoria e, se anche questa è positiva, si asporta il testicolo interessato per esaminare il tumore nella sua estensione locale e sottoporre il paziente a ulteriori indagini per verificare se le cellule tumorali si sono diffuse in altre parti dell’organismo. Ciò è importante per la scelta del trattamento più indicato.

Fondamentale è anche la conoscenza delle più comuni patologie a carico dei testicoli, che sono appunto gli organi preposti alla formazione degli spermatozoi e diversi ormoni: dal varicocele, ossia un’anomala dilatazione delle vene scrotali, all’idrocele, che è invece un accumulo di liquido nello scroto, ed entrambi possono causare gonfiore e dolore, passando per la torsione testicolare, in cui si ha la rotazione del funicolo spermatico, ossia un insieme di vasi sanguigni e linfatici, nervi e dotti dell’apparato genitale.

Altrettanto importante per il Movember è il tema della salute mentale dell’uomo. Preoccupanti sono i dati non solo dei disturbi psichici di cui soffrono frequentemente gli uomini, ma soprattutto del tasso di suicidi, e nella riluttanza a cercare un aiuto adeguato.

Complessivamente, i disturbi mentali sono più frequenti nelle donne, ma alcuni prevalgono tra gli uomini.

Ad esempio, la dipendenza dalle sostanze è una problematica tipicamente maschile, soprattutto di sostanze stupefacenti particolarmente “pesanti”, così come i disturbi dello spettro autistico, i disturbi schizofrenici, i disturbi di personalità. I disturbi dell’età infantile tendono a essere più diffusi nel sesso maschile: questo vale, oltre che per l’autismo, anche per la sindrome da deficit di attenzione/iperattività (ADHD).

Il dato più preoccupante riguarda il numero dei decessi per suicidio, nettamente superiori tra gli uomini. Secondo i dati del National Institute of Mental Health, nei paesi occidentali gli uomini si uccidono addirittura quattro volte maggiormente rispetto alle donne!

È un fatto comprovato che l’uomo tende a farsi curare solo quando ha sintomi più acuti. Difficile dire se dipenda da una maggiore tolleranza degli uomini (per esempio, i disturbi da stress sono segnalati maggiormente dalle donne) oppure se influiscano fattori culturali che rendono più difficile all’uomo ammettere certe disturbi che sono avvertiti come debolezze. Questo comporta però delle conseguenze: è più frequente che un uomo venga visitato quando la forma è in uno stadio più avanzato.

La causa di tutto ciò è da ricercare anche nella pressione sociale dell’idea di “maschio”, subìto da molti come un peso, un’aspettativa sociale a cui tendere. Ultimamente si parla molto di “toxic masculinity”, inevitabilmente embricata con il tema della salute mentale. Con “mascolinità tossica” ci si riferisce a tutte le convenzioni a cui gli individui di sesso maschile si ritrovano a dover sottostare: dal “non piangere, non sei una femminuccia” da bambini all’idea del capofamiglia da adulti, tantissimi sono gli stereotipi – spesso antiquati e inarrivabili – a cui l’uomo deve conformarsi per definirsi tale. Infinite sono le implicazioni sociali, familiari, personali di questi concetti, che si riflettono in un dato rilevato da uno studio inglese: un uomo su 4 si vergogna troppo per cercare una cura per un disturbo psichico. Mentre, statisticamente, le donne sono più propense ad aprirsi e a ricorrere ad un aiuto professionale, si stima che la cultura secolarmente maschilista impedisca agli uomini di esprimere quello che provano.

Infine, c’è un ultimo dato eloquente: il 22% degli intervistati non sa dove cercare aiuto. Anche questo è uno scopo di Movember: sensibilizzare gli uomini a riconoscere i propri disturbi, accettarli e non vederli come debolezze o difetti, e cercare l’aiuto di un medico! In questo, tutti hanno un ruolo: insieme, possiamo sdoganare il tabù delle malattie mentali, che affligge tanto gli uomini quanto le donne, e invitare chi sente il bisogno, ad aprirsi e parlare.

Per la sensibilizzazione a tutti questi temi riguardanti la salute psicofisica dell’uomo a 360° nasce Movember, che dal 2003 ha finanziato più di 1250 progetti in tutto il mondo.

Cosa può fare ognuno di noi per supportare questa iniziativa?

La cosa più importante è sicuramente parlarne, stimolare i parenti, amici, conoscenti e non, a sottoporsi a regolari screening per assicurarsi di essere in salute ed, in caso contrario, iniziare un iter diagnostico e terapeutico adatto, e ricordare che è assolutamente normale aprirsi e cercare aiuto in caso di difficoltà, ma non solo!

Oltre a poter donare alla causa tramite il sito ex.movember.com, varie solo le iniziative anche sui social, prima fra tutte il farsi crescere i baffi nel mese di novembre per supportare la raccolta fondi, ma anche percorrere 60 km in questo mese, in onore dei 60 uomini che ogni ora nel mondo si tolgono la vita, e utilizzare i tanti filtri, come “Baffetto Movember”, delle stories di Instagram.

Cambiamo la faccia della salute degli uomini.