25 Aprile – Festa della Liberazione.

Il 25 Aprile ricorre la festa della liberazione.

Il concetto fondamentale che si vuole trasmettere tramite la celebrazione di questa importante giornata, è quello della memoria e della non indifferenza.

Durante il secondo conflitto mondiale, furono presi una serie di provvedimenti legislativi applicati tra il 1938 e il 1945. Si trattava delle leggi razziali fasciste, applicate inizialmente dal regime fascista e in seguito dalla Repubblica Sociale italiana. Furono prevalentemente rivolte contro la popolazione ebrea. Il contenuto venne annunciato per la prima volta nel 1938 a Trieste da Benito Mussolini.

Tutta la normativa razziale e, nello specifico la promulgazione della legislazione razziale fascista, viene preannunciata, poche settimane prima, dalla pubblicazione del Manifesto della razza, firmato da alcuni degli scienziati più in vista d’Italia.Il Manifesto fu pubblicato con il titolo “Il fascismo e i problemi della razza” da “Il giornale d’Italia” nel 1938.Attraverso l’emanazione della legge n⁰1024 del 13 luglio 1939, il regime fascista, conferì alla commissione, poteri molto vasto nella distinzione della razza.La legislazione antisemita comportava delle pesanti limitazioni alla popolazione ebraica. Quest’ultima infatti, non poteva contrarre matrimonio con italiani, veniva vietato agli ebrei di avere alle loro dipendenze persone ariane. Essi non potevano accedere a nessuna delle professioni intellettuali. Gli venne revocata la cittadinanza italiana, concessa precedentemente nel 1919 ad ebrei stranieri. Infine gli ebrei non potevano svolgere il servizio militare, non potevano essere tutori di minori e non gli era concesso essere titolari di terreni al di sopra di un certo valore.

Dette leggi furono, in seguito, abrogate con i decreti legge n⁰ 25 e 26 del 1944.

Il 25 Aprile di 76 anni fa il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia proclamò ufficialmente l’insurrezione di tutti i territori occupati dal nazifascismo e ordinò, a tutte le forze partigiane del Nord-Italia, di attaccare tutti i presidi fascisti e tedeschi imponendo loro la resa.

Milano, Torino e Genova furono le prime città a rispondere all’appello grazie al coraggio dei partigiani che riuscirono a liberarsi dagli occupanti. Vi furono tantissimi morti: 

“Erano tutti sporchi, di fango e di sangue. Pioveva… Abbiamo caricato tutti quei ragazzi in un carretto senza sponde. Li abbiamo caricati come si carica il fieno. Un’impressione vedere quelle braccia e quelle gambe che pendevano fuori dall’asse del carro.”

Quello stesso giorno, Sandro Pertini proclama a Milano lo sciopero generale: «Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire.»

Ad annunciare la Liberazione erano state le campane, avevano iniziato a suonare a festa come se si trattasse di una funzione solenne. Tale evento gettò le basi dell’attuale Repubblica Italiana e portò alla stesura di una nuova Costituzione, che fece tesoro di ciò che gli italiani impararono dalla loro recente esperienza.

Finita la guerra però si dovettero contare i danni: il danno globale era calcolabile in 3.200 miliardi di lire (somma pari a tre volte il reddito del 1938). I maggiori danni riguardarono le città italiane ed il settore agricolo. Così, mentre la disoccupazione cresceva, aumentava la perdita di valore della lira tanto che il costo della vita era di 20 volte maggiore rispetto al 1938. Nel 1946, nel giro di un anno, i prezzi raddoppiarono. La massa monetaria circolante era quattordici volte quella del 1939.

La ripresa fu comunque rapida: nel settembre del 1946, l’attività industriale era pari al 70% di quella del 1938.

Due anni dopo venne presentato il Piano Marshall: istituito il 3 giugno 1948, chiamato piano per la ripresa europea (European Recovery Plan) a seguito della sua attuazione, fu uno dei piani politico-economici statunitensi per la ricostruzione dell’Europa dopo la seconda guerra mondiale. Il piano consentì ad alcuni Paesi europei di intraprendere per conto proprio politiche industriali volte alla ricostruzione e crescita economica.

Nel giro di pochi anni l’Italia divenne uno stato prevalentemente urbano e industriale sino a posizionarsi al settimo posto tra i paesi più industrializzati. Un rilevante progresso si ebbe nell’industria tessile, siderurgica, meccanica, chimica, petrolchimica e dell’edilizia.

La fine del tradizionale protezionismo economico italiano incentivò il sistema produttivo italiano costringendolo ad ammodernarsi e a confrontarsi con la concorrenza: la disponibilità di nuove fonti di energia e la trasformazione dell’industria dell’acciaio furono gli altri fattori decisivi.  Purtroppo lo sviluppo non fu omogeneo e aggravò lo squilibrio tra Nord e Sud.

Il 25 Aprile 1945 viene anche simbolicamente considerato il momento in cui venne avviato il processo politico che avrebbe portato al referendum del 2 giugno 1946 e alla nascita della Repubblica italiana. Dopo il 25 aprile si sviluppò una “letteratura della Resistenza”, che avrebbe dato i suoi migliori risultati in prosa.

Calvino partecipò al dibattito sul ruolo degli intellettuali, scrivendo racconti o romanzi, ma anche articoli e con altre forme di collaborazione. Appare ancora più vera, questa fase storica, leggendo romanzi e racconti come I 23 giorni della città di Alba (1952) di Beppe Fenoglio: «Alba la presero in duemila il dieci ottobre e la persero in duecento il due novembre dell’anno 1944.» Inizia così un libro tra i più rappresentativi dell’epoca.Accanto a Vittorini, Calvino, Fenoglio, anche alcune autrici scrissero racconti su quella fase storica. Ne citiamo solo una, Renata Viganò con L’Agnese, un racconto autobiografico, ambientato nelle Valli di Comacchio. C’era poi Cesare Pavese che, per esempio con La casa in collina, ricorda che quei due anni durissimi di guerra civile restarono per molti nella sfera del ricordo più intimo, personale e complesso.

La festa della Liberazione fu istituita il 22 aprile 1946, dal Presidente del Consiglio dei ministri del Regno d’Italia Alcide de Gasperi, il quale stabilì che il 25 aprile sarebbe stata “festa nazionale” facendo diventare così questa data un simbolo di libertà, speranza e di fiducia.

“Era giunta l’ora di resistere; era giunta l’ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini.”Piero Calamandrei.

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